|
Ormai, da novità per addetti, Second Life si sta trasformando in un vero e proprio fenomeno sociale internazionale. E' stata creata nel 2003 dalla società americana Linden Lab come comunità virtuale tridimensionale, che permette ai suoi utenti di interagire in uno spazio virtuale comune in tutto il mondo, che si è andato via via arricchendo di scenari, fondali, ambienti, personaggi (ognuno dei quali è un "avatar" di un utente reale). I partecipanti possono costruirsi letteralmente una vita virtuale: la peculiarità del mondo di Second Life è infatti quella di lasciare agli utenti la libertà di usufruire dei diritti d'autore sugli oggetti che essi creano, che possono essere venduti e scambiati tra i "residenti" utilizzando una moneta virtuale (il Linden Dollar) che può essere convertito in veri dollari americani.
Una "realtà virtuale" che in soli quattro anni ha spopolato in tutto il mondo, superando i sette milioni di utenti. Un boom imprevisto dalla società Linden Lab, che ora si trova a dover accrescere la potenza della propria creazione per evitare che si sovraccarichi abbassando le sue performance. Attualmente Second Life risiede su duemila server Intel e AMD dislocati fra gli impianti di San Francisco e Dallas. Per risolvere il problema del lag, generato dalla distanza fra le strutture, il team ha pensato di mettere in cluster i simulator di regioni attigue (cioè le singole applicazioni server software corrispondenti a ciascuna area geografica virtuale), in modo che la prossimità elettronica dei dati venisse rispecchiata dalla realtà. Ma la soluzione al problema del sovraccarico non è immediata, dal momento che i contenuti sviluppati dagli stessi utenti su Second Life assommavano ancora lo scorso marzo a 34 terabyte, ed è facile prevedere un rapido aumento mese dopo mese.
Per rendersi conto del successo di Second Life, basti pensare che diverse istituzioni hanno deciso di prendervi parte. Tra queste il Ministero degli Esteri italiano, che tramite la sua Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione culturale, e in collaborazione con il Centro di Eccellenza della Ricerca dell'Università per Stranieri di Siena, ha lanciato in questi giorni una nuova iniziativa, potenzialmente interessante. Si tratta di un ciclo di lezioni di lingua e storia dell'arte italiana, a cui si partecipa incontrandosi presso la sede del 91esimo Istituto Italiano di Cultura recentemente aperto su Second Life. Mercoledì 27 giugno alle ore 15.00 si è tenuta la prima lezione sperimentale, a cui ha preso parte un gruppo di "studenti-avatar" residenti in città di tutto il mondo (Belgrado, Instanbul, Londra, Madrid, New York, Nuova Delhi, Oslo, Rio de Janeiro, Seoul, Shanghai e Tokyo). Tema della lezione è stato il "nesso tra tradizione e contemporaneità", tradotto nell'analisi di due capolavori della storia dell'arte italiana: l'"Annunciata" di Antonello da Messina, un olio su tavola del 1475-76 circa, conservato a Palermo nella Galleria Regionale della Sicilia, e l'"Autoritratto con testa di Mercurio" di Giorgio De Chirico, una tempera su tela del 1924, di proprietà di un collezionista di Firenze.
Chissà se questa iniziativa, organizzata per attrarre attenzione e interesse dall'estero verso la cultura italiana, riscuoterà il consenso sperato. Di certo, soprattutto tra i giovani, sembra avere più probabilità di successo rispetto ai tradizionali musei.
|